Il raddoppio del Gottardo rispetta la Costituzione?

NB: in questa colonna un riassunto dell’argomentario che potete scaricare qua a destra (con note e link a documenti).

Leggendo con attenzione l’Art. 84 della Costituzione elvetica ci si accorge di come il raddoppio della galleria del San Gottardo sia di fatto anticostituzionale. Su tutta la linea.

Ma il secondo tubo si può costruire oppure va contro la Costituzione? Vale la pena che ogni ticinese si faccia la propria opinione basandosi sui fatti e non su slogan che lasciano il tempo che trovano. E allora vediamo un po’ cosa dice il documento su cui è basato il vivere civile di noi Svizzeri. Cominciamo ricordando che la Costituzione elvetica è un insieme di leggi generali alle quali il Popolo svizzero e i Cantoni “In nome di Dio Onnipotente, consci della loro responsabilità di fronte al creato, risoluti a rinnovare l’alleanza confederale e a consolidarne la coesione interna, al fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura al mondo” (Preambolo della Costituzione)  hanno deciso di uniformarsi e dalla quale traggono ispirazione. In questo insieme di importanti scelte di fondo che il Popolo svizzero si è dato, non si parla espressamente di raddoppio o meno del San Gottardo, come è logico, ma la questione viene trattata nell’articolo 84. Eccolo per esteso.

Art. 84 Transito alpino

  1. La Confederazione protegge la regione alpina dalle ripercussioni negative del traffico di transito. Limita il carico inquinante del traffico di transito a una misura inoffensiva per l’uomo, la fauna, la flora e i loro spazi vitali.

  2. Il traffico transalpino per il trasporto di merci attraverso la Svizzera avviene tramite ferrovia. Il Consiglio federale prende le misure necessarie. Eccezioni sono ammissibili soltanto se indispensabili. Esse devono essere precisate dalla legge.

  3. La capacità delle strade di transito nella regione alpina non può essere aumentata. Sono eccettuate le strade di circonvallazione che sgravano gli abitati dal traffico di transito.


Come si può leggere nero su bianco, la Confederazione si prende cura della salute dei suoi Cittadini e della natura nella quale viviamo; la Confederazione ha deciso che le merci in transito in Svizzera devono essere trasportate con la ferrovia e si impegna ad applicare tutte le misure necessarie affinché questo accada; e la Confederazione ha sancito che la capacità delle strade di transito (e il Gottardo è una di queste) non può essere aumentata. Secondo l’opinione della Coalizione e anche quella di esimi giuristi, è difficile capire come il raddoppio del San Gottardo possa andare nella direzione di quanto la Costituzione afferma. 

Come si può pensare che costruire un secondo tubo, con il conseguente aumento del traffico (tutti sono concordi nell’affermare che il traffico aumenterebbe) e dell’inquinamento causato da queste vetture e automezzi pesanti in più, possa migliorare la qualità dell’aria che già ora è ampiamente al di sopra del livello di inoffensività per tutti noi (per esempio: il quantitativo massimo delle polveri fini, livello stabilito dall’ordinanza federale e considerato pericoloso per la nostra salute, superabile al massimo per un giorno all’anno, viene superato annualmente per circa 270 giorni in Ticino)? Costruire più strade significa avere più traffico, e questo in Ticino non ce lo possiamo permettere. Ne va dei nostri polmoni e della salute dei nostri figli e dei nostri anziani. 

Nel secondo paragrafo dell’articolo 84 si dice a chiare lettere che i camion in transito in Svizzera devono viaggiare sui treni. L’unico modo per far desistere i camion dell’UE dal transitare sulle nostre strade è quello di non dar loro alternative. Altrimenti la strada risulterà sempre vincente, vuoi per abitudine, vuoi per comodità vuoi per i costi minori della gomma. E chi ci rimette siamo noi, la nostra salute, la possibilità di viaggiare tranquilli e sicuri sulle nostre strade. Raddoppiare il Gottardo vuol dire affossare il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, come hanno a più riprese confermato gli autotrasportatori italiani e tedeschi, ferventi fautori del raddoppio e che non hanno nessuna intenzione di spostarsi sulla ferrovia.  Vogliono il secondo tubo per non essere obbligati a mettere le merci sul treno, è talmente ovvio da essere quasi superfluo dirlo. Vogliamo davvero consegnare le nostre autostrade a questi bisonti della strada che in Svizzera non si fermano nemmeno per bere un caffè e che alla nostra economia non portano nulla? 

Il terzo paragrafo parla di “aumento della capacità”. I fautori del raddoppio dicono che costruendo un secondo tubo, la capacità non aumenterebbe. Ci spiace dirlo, ma mentono… lo dice la matematica elementare. Costruendo un secondo tubo con una corsia transitabile e una corsia di sicurezza, la capacità non solo aumenta, ma addirittura raddoppia. Ora ci sono due corsie, poi ce ne sarebbero quattro. Ridotte artificialmente (la corsia di sicurezza non si potrà usare, sulla carta) ma sempre quattro rimangono. Abbiamo visto in diversi Cantoni come la polizia possa decidere, senza interpellare nessuno, in caso di necessità (=quando c’è una colonna), di poter aprire al traffico le corsie di sicurezza. Lo sappiamo, la carne è debole, e alla prima coda sul Gottardo, le corsie di sicurezza trasformeranno magicamente il San Gottardo in un’autostrada a quattro corsie. In barba alla Costituzione e a quanto il Popolo svizzero e quello ticinese hanno votato a più riprese. E in barba alla qualità della vita nel Sottoceneri, dove l’autostrada risulterebbe paralizzata per 300 giorni all’anno. 

Il secondo tubo, nella realtà dei fatti, risulta essere anticostituzionale su tutta la linea. Con buona pace dei fautori del raddoppio.