LA SALUTE PRIMA DI TUTTO

NB: in questa colonna un riassunto dell'argomentario che trovate qui.

Il trasferimento delle merci sulla ferrovia rappresenta un tassello importante nella prevenzione alle malattie croniche (p.es. asma soprattutto nei bambini) e mortali (tumori polmonari, infarti cardiaci) che in Ticino sono più alte che nel resto della Svizzera, con punte da brividi nel Mendrisiotto. La popolazione del Sottoceneri subisce mediamente un carico di PM10 nell’ordine del 50% superiore a quello subito dalla popolazione Svizzera. Il traffico delle merci comprende complessivamente i tre quarti di tutte le emissioni nel tratto alpino su strada.

 

Il Canton Ticino e la salute

I rapporti sulla qualità dell’aria in Ticino riferiscono da qualche anno di miglioramenti. In realtà il sud del Ticino e il Mendrisiotto in particolare, continuano ad avere valori elevatissimi di inquinanti atmosferici, nettamente al di sopra delle medie nazionali. Un solo esempio: a Chiasso nei mesi di gennaio e febbraio 2012 per ben quarantadue giorni le medie giornaliere per le polveri sottili hanno superato il limite di 50 µg/m3 fissato dall’Ordinanza Federale sull’inquinamento atmosferico. L’Ordinanza federale ammette un superamento di tale soglia giornaliera solo una volta all’anno.

Le polveri sottili che la popolazione respira devono essere ridotte ai minimi termini in quanto sono causa di patologie importanti e frequenti. La letteratura medica al proposito è assai imponente e convincente: le polveri sottili aumentano le crisi asmatiche, le bronchiti nei bambini, le esacerbazioni della bronchite cronica, i tumori broncopolmonari, gli infarti cardiaci, le aritmie cardiache, l’ipertensione arteriosa, l’ictus cerebrale, e si sospetta anche causino ritardi di crescita intrauterina e demenze senili. E questa lista tende ad allungarsi. Uno studio pubblicato nel 2004 sull’autorevole rivista statunitense The New England Journal of Medicine, i cui risultati sono stati confermati da ulteriori pubblicazioni, dimostra come l’esposizione a livelli elevati di inquinanti atmosferici tra i 10 e i 18 anni di età impedisce l’ottimale sviluppo del sistema respiratorio, con il risultato che i ragazzi più sfortunati dal punto di vista dell’aria che respirano entrano nell’età adulta con un “capitale polmonare” già ridotto.

Estremamente importante notare anche che:

  • quasi il 70% degli abitanti del Sottoceneri è sottoposto a concentrazioni superiori a 30μg/ m3 (contro il 3% ca. per la Svizzera),
  • solo per l’8% della popolazione del Sottoceneri viene rispettato il limite di 20μg/ m3 imposto dalla legge (contro il 59% ca. per la Svizzera).
  • la popolazione del Sottoceneri è mediamente esposta a concentrazioni medie annuali di PM10 di ca. 30μg/m3 (contro i ca. 20μg/ m3 per la Svizzera)

L’aumento di 10.1 μg/m3 delle concentrazione medie annue di PM10 genera un incremento dei casi aggiuntivi (vale a dire attribuibili unicamente all’inquinamento atmosferico) pari a ca. l’84% per tutte le patologie, mortalità compresa.

Ammettendo una media di concentrazione di PM10 pari a 19.56 μg/ m3, i costi annuali della salute attribuibili unicamente all’inquinamento atmosferico sono valutabili per la Svizzera in ca. 515 EURO per abitante. Applicando i medesimi parametri, se la popolazione svizzera venisse sottoposta alle concentrazioni di PM10 riscontrabili nel Sottoceneri (29.65 μg/ m3) tali costi aumenterebbero a ca. 940 EURO per abitante, ossia di oltre l’80%.

Uno studio del 2009 dell’Istituto di medicina preventiva di Basilea mostra dei risultati in linea con quelli di altri studi europei. Ciò vale in particolare per gli effetti osservati delle concentrazioni eccessive di PM10 sul numero di ricoveri urgenti a causa di problemi cardiaci o cardiocircolatori. L’incremento della concentrazione di polveri sottili può avere effetti a breve termine, il giorno stesso o quello successivo, sul numero delle urgenze dovute a problemi cardiaci.[1]


[1]http://www.ti.ch/dt/da/spaa/uffpa/temi/aria/divulg/analisi_aria/Rapporto_ISPM_2010.pdf

 

 

Inquinamento atmosferico

Tra il 31 maggio e il 29 giugno, a seguito della chiusura di un tratto dell’autostrada A2 dovuta a una caduta di massi nel Canton Uri, è stato possibile effettuare una valutazione della variazione delle concentrazioni di ossidi di azoto (NOx e NO2) e polveri sottili (PM10) in relazione ad una mutazione dei regimi di traffico.[1] In Ticino la diminuzione delle emissioni di NOx è stata riscontrata lungo tutto l’asse autostradale come si evince dal grafico, che riporta l’andamento giornaliero e il valore medio mensile per le stazioni di Chiasso, Camignolo, Moleno e Bodio. In queste due ultime località, dove il traffico pesante (in prevalenza di transito) durante il mese di giugno si è praticamente azzerato, le emissioni di NOx si sono ridotte, rispettivamente, del 58% e del 48%. Anche a Chiasso e Camignolo è stata registrata una riduzione, seppur più contenuta (24% e 34%), imputabile ad un maggior traffico interno rispetto alle stazioni del Sopraceneri. La diminuzione di traffico ha fortemente influito anche sul numero di particelle ultrasottili (diametro < 0,1 μm), tipicamente originate dai motori. La loro ridottissima massa incide però poco sulla concentrazione totale di PM10 che non ha quindi subito una particolare variazione nello stesso periodo. I risultati completi, relativi a tutta la Svizzera, sono documentati in dettaglio in un rapporto sviluppato sotto la direzione degli Uffici cantonali dell’ambiente di Grigioni, Uri e Ticino, OSTLUFT e Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e riassunti nel rapporto della qualità dell’aria del 2006.[2]

Fattori di emissione dei mezzi pesanti sugli assi transalpini nel 2005: 7.27 gr NOx/km-veicolo, 014 g PM tubo scappamento / km-veicolo, 0,07 PM abrasione / km-veicolo.

Nel 2005, le prestazioni chilometriche del traffico globale sulla A2 e sulla A13 nel tratto alpino, vale a dire tra Altdorf e Bellinzona e tra Bonaduz e Bellinzona, hanno toccato quota 180 milioni di chilometri-veicolo. Il 10% circa di queste prestazioni chilometriche sono state percorse dai mezzi pesanti, il rimanente 90% dagli altri veicoli. Nel 2005, il traffico pesante ha consumato il 30% circa di tutto il carburante usato dal traffico globale (pari a circa 100 000 t/a). Nel 2005, più o meno due terzi di tutto il diesel consumato sui tratti esaminati (circa 45 000 t/a) sono stati usati dal traffico pesante, il rimanente terzo dagli altri veicoli. Pur con una prestazione chilometrica 10 volte inferiore, i gas di scarico dei mezzi pesanti sono risultati essere la principale fonte di emissione di NOx e polveri fini PM10. L’emissione di polveri fini causate dai processi di abrasione di freni, pneumatici e manto stradale risulta invece essere una chiara prerogativa degli altri veicoli.

  • Il traffico delle merci comprende complessivamente i tre quarti di tutte le emissioni nel tratto alpino su strada.

  • Durante il periodo di chiusura del Gottardo,le immissioni in Riviera e Leventina si sono sensibilmente ridotte, mentre il Sottoceneri non ne è stato praticamente influenzato.

  • L’autostrada A2 rappresenta un fonte dominante d’inquinamento dell’aria per le quattro stazioni studiate di Bodio, Moleno, Bioggio e Chiasso.

  • Tra le quattro stazioni, Bodio mostra il più basso carico medio di NOx, ma i valori relativi più alti riferiti alla metà dell’anno e un alto tasso di NO2 su Nox. Non si può escludere che le immissioni siano superiori in località situate in questa sezione della valle, meno distanti e soprattutto meno elevate rispetto all’autostrada.

  • Nei primi tre quadrimestri del 2002 si può osservare l’effetto del sistema di dosaggio per il traffico pesante nelle curve di emissione (leggeri picchi ogni due ore). Al contrario, per quanto riguarda le emissioni ciò non appare in nessuna stazione.

  • L’immissione provocata da una fonte di emissione (o da un particolare automezzo pesante) dipende in larga misura dalle condizioni climatiche, in particolare dalla corrente d’aria (velocità del vento) e dalla stratificazione verticale dell’atmosfera. Forti immissioni si presentano in caso di venti deboli e di fenomeni di inversione (uno strato d’aria fredda a terra si trova al di sotto di aria più calda).

  • Il rilevamento di questi due parametri d’influsso (vento e profilo della temperatura) è auspicabile per un’adeguata interpretazione dei rilevamenti e sarebbe utile anche nel Sottoceneri.

  • In una valle alpina, l’immissione provocata da una fonte di emissione (o da un particolare automezzo pesante) è decisamente più alta che in una zona più pianeggiante (per esempio a Härkingen sull’Altopiano svizzero).

  • L’immissione di PM10 è influenzata chiaramente da altre fonti anche in vicinanza dell’autostrada; tuttavia dipende considerevolmente anche dal traffico autostradale.

  • In caso di favonio, compaiono generalmente emissioni più basse di ossidi di azoto e PM10.

Se i camion non potessero più transitare nella galleria stradale del Gottardo, le colonne ai portali diminuerebbero notevolmente. È quanto risulta da una ricerca dello studio di pianificazione metron.[3]

I mezzi pesanti costituiscono circa il 16 per cento del traffico al Gottardo. Un camion è molto più lungo di un'automobile e necessita di una maggior distanza di sicurezza. Perciò le colonne sono tanto più lunghe quanto più camion sono coinvolti. Da qui l'influsso positivo che un divieto di transito dei TIR nella galleria stradale del Gottardo avrebbe sugli ingorghi che si formano ai portali. Inoltre, a fronte di 500'000 camion che non percorrono più il tratto autostradale. Il risparmio di circa 9000 kg di NO2 (0,240 g per chilometro/camion moltiplicati per 500'000 veicoli e per 75 km) va paragonato ai circa 1000 kg supplementari emessi dalle automobili (0,051 g per chilometro/auto moltiplicati per 270'000 veicoli e 75 km) (calcolo per l'anno 2020). Il calcolo dà un risultato simile per le polveri fini: il risparmio di circa 7'000 kg di polveri sottili (0,183 g per chilometro/TIR per 500‘000 veicoli per 75 km) sta di fronte a solo 850 kg di maggiori emissioni dovute alle automobili (0,042 g per chilometro/auto per 270'000 veicoli per 75 km) (calcolo per l'anno 2020).

 

 

La problematica del rumore

A pari velocità, il livello sonoro prodotto da un autocarro corrisponde approssimativamente al livello sonoro generato da dieci automobili. Raddoppiando la fonte delle emissioni foniche (ad es. 4 invece di 2 automobili, autocarri ecc.) si ottiene un incremento di 3 dB(A). Un aumento di 10 dB(A) corrisponde a una decuplicazione della fonte sonora (ad es. 10 invece di 1 automobile, autocarro) e viene percepito dal nostro orecchio come un raddoppiamento dell’intensità sonora.
Percentuale di rumore prodotta dai mezzi pesanti

  • A parità di velocità, un mezzo pesante produce il rumore generato da circa 10 automobili. I mezzi pesanti contribuiscono al rumore stradale complessivo in maniera più che proporzionale. La percentuale energetica di rumore dei mezzi pesanti si situa – a seconda della stazione di misurazione e del livello di rumore (Leq) – tra il 13 e 35 % sulla A2 e tra il 9 e il 15 % sulla A13, a fronte di una quota di traffico che varia dal 4 al 12%.

  • Durante la settimana, nelle prime ore del mattino – terminato il divieto di circolazione notturna – il numero di mezzi pesanti segna un’impennata. In questa fascia oraria le emissioni foniche sono generate in gran parte dai mezzi pesanti.

  • Giorni feriali/fine settimana – d i domenica pomeriggio i livelli di rumore rilevati sono quasi uguali a quelli dei giorni feriali. In compenso, la domenica mattina l’inquinamento fonico sale in maniera nettamente più lenta, mentre le notti di sabato e domenica rimane elevato a causa del traffico del tempo libero. Le emissioni foniche generate dal traffico stradale rispecchiano dunque le abitudini della popolazione.

  • Nei giorni feriali (da lunedì a venerdì), il livello del rumore prodotto dal traffico stradale aumenta drasticamente a partire dalle 5 del mattino, quando scade il divieto di circolazione notturna per i mezzi pesanti.

  • 1–2 ore più tardi, verso le 7 del mattino, si raggiunge un primo picco massimo del rumore dovuto al traffico pendolare; l’inquinamento fonico rimane più o meno costante durante l’intera giornata, fino alle prime ore della sera.

  • Di domenica, il rumore inizia ad aumentare più tardi e rimane solitamente al di sotto dei livelli raggiunti nei giorni feriali.

La percentuale di rumore dei mezzi pesanti rispetto alle emissioni foniche complessive del traffico stradale risulta essere relativamente elevata. A Camignolo, la percentuale di rumore nel 2005 è stata del 20%, benché il traffico merci pesante rappresenti solo il 7% del volume di traffico globale; a Erstfeld, i mezzi pesanti, che equivalgono al 13% circa del traffico globale, hanno contribuito al rumore globale nella misura del 30% circa. A Reiden, nell’Altopiano, i mezzi pesanti hanno generato più del 35% del rumore complessivo, pur rappresentando solo il 12% circa del traffico globale.

 

Lo svolgimento sostenibile del traffico transalpino delle merci è uno degli obiettivi principali della politica dei trasporti della Svizzera. Il progetto «Monitoraggio delle misure di accompagnamento (MMA-A)» e altri rilevamenti consentono di misurare l’inquinamento ambientale causato dal traffico di transito sugli assi nord-sud. Dal 2003 le emissioni di inquinanti e l’inquinamento fonico lungo le autostrade A2 e A13 sono rimasti praticamente invariati e permangono elevati. L’inquinamento fonico dovuto al traffico merci su rotaia è diminuito, benché la sostituzione del materiale rotante obsoleto e rumoroso proceda a rilento. Misure supplementari sono necessarie per contenere a un livello accettabile le ripercussioni sull’uomo e sull’ambiente.

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31.05.2012, Il Quotidiano
Il mendrisiotto regione ticinese col più alto rischio di tumore polmonare. Secondo alcuni tra i più noti medici del Cantone la situazione peggiorerebbe con un secondo tunnel al San Gottardo.

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Medici per l'Ambiente lanciano un appello

21 giugno 2012, TicinoLibero
"Ci travolgerà uno tsunami di auto e camion", i medici lanciano l'allarme.

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Campagna ATA contro le polveri ultra fini

L’uomo, per vivere, ha bisogno d’aria pulita. Tuttavia, l’inquinamento atmosferico in ambiente urbano e lungo i grandi assi stradali è particolarmente elevato, soprattutto per quel che concerne le polveri fini (PM10) e le polveri ultrafini.

 

Filmato

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