IL RADDOPPIO E IL TURISMO

NB: in questa colonna un riassunto dell’argomentario che potete scaricare qua a destra (con note e link a documenti).

Un argomento usato spesso dai fautori del raddoppio della galleria stradale del San Gottardo è di ordine economico. Gli operatori turistici gridano allarme in caso di chiusura della galleria prevedendo la desolante visione di alberghi abbandonati e ristoranti mezzi vuoti. Le ripetute chiusure della galleria stradale del San Gottardo non hanno avuto le tanto sbandierate drammatiche ripercussioni sul turismo ticinese. In futuro chiudere la galleria può addirittura essere considerata come un’opportunità per un Ticino che si lanci in un turismo sostenibile e duraturo.

Osservando da vicino i dati statistici riguardanti i pernottamenti in Ticino si vede chiaramente che l’equazione “chiusura del Gottardo = meno turisti in Ticino” non è giustificata. Le due lunghe interruzioni degli ultimi dieci anni sull’asse stradale del Gottardo hanno avuto ben poche ripercussioni negative sul turismo ticinese.

Nel 2006 una frana a Gurtnellen ha costretto alla chiusura per un mese dell’A2. In quell’anno i pernottamenti sono stati di 2,7 milioni. La media annua fra il 2002 e il 2009 è stata di 2,6 milioni. Anche nel 2001 con la chiusura della galleria per circa due mesi a seguito del drammatico incendio che fece 11 morti nessuna inflessione significativa dei pernottamenti è stata registrata a paragone con altri anni. In novembre di quell’anno sono stati registrati infatti 88'000 pernottamenti. Durante i mesi di novembre dal 1997 al 2006 le riservazioni sono stati in media di 86'000. Risulta evidente che il turismo in Ticino non dipende unicamente dalla disponibilità dell’autostrada A2, quanto da altri fattori.

Durante la chiusura del 2006 si è potuto costatare che i turisti hanno preso il treno e le Ferrovie federali hanno dovuto potenziale l’offerta di circa 4'000 posti supplementari. I treni hanno registrato dei tassi d'occupazione medi dell'80%. Un’eventuale chiusura della galleria stradale del Gottardo in occasione dei grandi lavori di manutenzione può essere colta quale opportunità per lanciare e stimolare in Ticino il turismo senz’auto. In futuro con l’apertura di Alptransit la ferrovia proporrà tempi di viaggio molto attrattivi verso il sud (un’ora e trenta da Zurigo a Lugano). Così anche “il fine settimana senz'auto in Ticino” sarebbe non solo possibile, ma un'offerta allettante per i confederati.

Un’altra costatazione positiva fatta durante la chiusura del 2001 è che i turisti si sono fermati più a lungo in Ticino. Questo a conferma del fatto che grazie al viaggio in treno, i turisti tendono a pianificare un soggiorno prolungato. Ci si può immaginare di proporre biglietti forfettari dalla Svizzera tedesca al Ticino incluso il traffico regionale (simile agli arrangiamenti nelle grandi città). Le idee non mancano. Gli operatori turistici, gli Enti del Turismo sono invitati a considerare questi fatti, a svilupparli e a metterli in pratica.